A tutti gli amici affezionati al blog,chiediamo scusa io e Don Diego per l'assenza di questi ultimi giorni.Don Diego ha avuto un piccolo intervento al'occhio,nulla di grave. Ritorneremo ad Ottobre con nuove storie sul mondo di Hollywood e i racconti diretti di Don Diego con le stars americane. Grazie a tutti coloro che passano e passeranno sul nostro blog.
Francesco e Don Diego.
Best Blog of 2013 !
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domenica 22 settembre 2013
giovedì 19 settembre 2013
Hollywood Legend :Gene Tierney
Gene Tierney .
Gene Tierney una bellezza esotica degli anni Quaranta . Era sempre un piacere vederla in film come" Il figlio della furia" con Tyrone Power, "Laura", con Dana Andrews, "Il paradiso può attendere", con Don Ameche, e la deliziosa commedia," La stagione degli amori", con la fantastica Thelma Ritter,
Gene Tierney bellezza degli anni 40.
Gene Tierney una bellezza esotica degli anni Quaranta . Era sempre un piacere vederla in film come" Il figlio della furia" con Tyrone Power, "Laura", con Dana Andrews, "Il paradiso può attendere", con Don Ameche, e la deliziosa commedia," La stagione degli amori", con la fantastica Thelma Ritter,
Gene Tierney bellezza degli anni 40.
lunedì 16 settembre 2013
domenica 15 settembre 2013
Storia di regime e di cinema Seconda parte.
Storia di regime e di cinema
Seconda parte.
Riprende il seguito della storia del nostro Don Diego, e stavolta ve la racconto direttamente come se stesse lui parlando a voi.
A tredici anni ebbi il mio primo impiego , in una grande boutique di pelletteria per donna. Agli inizi degli anni Cinquanta in Spagna era proibito lavorare prima dei quindici anni, ma siccome la situazione economica in casa era molto critica, io e mia sorella,dovettimo per forza trovarci un lavoro, anche se mia madre non era d accordo che lavorassi, anzi avrebbe preferito che studiassi. Se qualche volta arrivava un ispettore del lavoro, mi facevano scendere nei depositi in un sotterraneo.La boutique si trovava sulla grande Avenida di Barcelona esattamente sulla Paseo de Gracia,
si chiamava Dory,e il mio compito era quello di aprire la porta ai clienti e all'occorrenza portare i pacchi a casa. Avevo un'uniforme con tanti bottoni dorati, detta appunto botones, e un cappellino tondo in testa. Il lavoro era diviso in due parti della giornata, dalle nove del mattino fino alle tredici, poi dalle sedici alle venti, nello spacco pomeridiano ritornavo a casa per pranzare , e c'era un bambino che abitava vicino e ogni volta che mi vedeva arrivare chiamava mia madre, credendo che io fossi qualche ufficiale , per via dell' uniforme da lavoro. La sera dopo la chiusura della boutique , andavo per un'ora in una scuola serale , per imparare a scrivere e a leggere. La padrona era una donna molto elegante e bella, non era sposata, ma aveva una relazione con un uomo sposato facoltoso, che le aveva aperto la boutique. Una cosa che ricordo di lei che metteva soggezione e aveva sempre un vestito dall'ampia scollatura. Nella boutique lavoravano altri quattro ragazzi, un ragazzo e tre ragazze, che si chiamavano Maria Rosa, che era innamorata di Victor Mature, Delfina che era la piu' carina delle tre , e infine c'era Carmela, che era un po' puttana e aveva la passione per gli uomini. Con affetto ricordo gli scherzi che le tre ragazze mi facevano, perche' ero un ragazzino molto timido , ma anche molto carino, con capelli biondi e occhi azzurri. Grazie al lavoro al centro di Barcelona ebbi la fortuna di conoscere tante sale cinematografiche che li vi erano, dove in anteprima proiettavano le pellicole,mentre dove abitavo in periferia arrivavano sempre tempo dopo. Quando mi commissionavano a portare qualche pacco a casa dei clienti , passavo dove vi erano le officine del cinema, e ogni volta entravo per chiedere qualche propaganda dei film in proiezione. Qualcuno mi accontentava, mentre altri mi cacciavano in malo modo . La United Artists era una piccola officina, e aveva la sede in un palazzo all'ultimo piano. Ogni volta che andavo a chiedere qualcosa, il portiere
mi cacciava via , ed io nascosto aspettavo che si allontanasse per poter entrare dentro . A fine giornata ritornavo a casa sempre con tante propagande cinematografiche, e al lavoro quando mi chiedevano il perche' avesse fatto tardi, io raccontavo che il tram aveva ritardato o altre mille scuse. I clienti, quasi sempre mi davano delle piccole mance, ed io felice quando tornavo la sera a casa gliele facevo vedere alla mamma,
e lei diceva che quei soldi erano miei, perche' li avevo guadagnati onestamente, e la Domenica andavo a vedere un film. Zio Carmelo era separato da sua moglie , ed aveva un'amante che si chiamava Carmen. La Domenica si andava al cinema con lei, e Zio Carmelo mi diceva di vigilare su di lei, che nessun uomo si avvicinasse. Con Carmen ho visto per la prima volta "Casablanca", ma lei molte volte andava con qualche
altro uomo, poi con dei cioccolatini comprava il mio silenzio. Tornati a casa zio Carmelo mi domandava se qualcuno si fosse avvicinato a Carmen , io dicevo che tutto era andato bene, poco importava se lei tradisse mio zio,la cosa che mi interessava era solo vedere il film. Per quasi tre anni ho lavorato alla boutique Dory, e qui ho avuto le mie prime responsabilita', era un lavoro che in un certo senso mi appagava, perche' portavo dei soldi a casa e avevo mia piccola indipendenza economica, poi lavorando al centro ho avuto l'opportunita' di vedere le grandi sale cinematografiche, e le officine del cinema , che a suon di cartelloni di propaganda si facevano una sorta di guerra di pubblicita'. Tempi lontani che con nostalgia mi riportano alla mia adolescenza e che con piccole cose ero felice.
Seconda parte.
Riprende il seguito della storia del nostro Don Diego, e stavolta ve la racconto direttamente come se stesse lui parlando a voi.
A tredici anni ebbi il mio primo impiego , in una grande boutique di pelletteria per donna. Agli inizi degli anni Cinquanta in Spagna era proibito lavorare prima dei quindici anni, ma siccome la situazione economica in casa era molto critica, io e mia sorella,dovettimo per forza trovarci un lavoro, anche se mia madre non era d accordo che lavorassi, anzi avrebbe preferito che studiassi. Se qualche volta arrivava un ispettore del lavoro, mi facevano scendere nei depositi in un sotterraneo.La boutique si trovava sulla grande Avenida di Barcelona esattamente sulla Paseo de Gracia,
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| Paseo de Gracia , Barcelona. |
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| Retro di propaganda cinematografica spagnola fine anni quaranta. |
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| Vecchie pesetas spagnole. |
altro uomo, poi con dei cioccolatini comprava il mio silenzio. Tornati a casa zio Carmelo mi domandava se qualcuno si fosse avvicinato a Carmen , io dicevo che tutto era andato bene, poco importava se lei tradisse mio zio,la cosa che mi interessava era solo vedere il film. Per quasi tre anni ho lavorato alla boutique Dory, e qui ho avuto le mie prime responsabilita', era un lavoro che in un certo senso mi appagava, perche' portavo dei soldi a casa e avevo mia piccola indipendenza economica, poi lavorando al centro ho avuto l'opportunita' di vedere le grandi sale cinematografiche, e le officine del cinema , che a suon di cartelloni di propaganda si facevano una sorta di guerra di pubblicita'. Tempi lontani che con nostalgia mi riportano alla mia adolescenza e che con piccole cose ero felice.
sabato 14 settembre 2013
venerdì 13 settembre 2013
Storia di regime e di cinema. Prima parte.
Storia di regime e di cinema.
Prima parte.
Oggi voglio raccontarvi una storia che ha ben poco di Hollywood e del suo mondo dorato, la storia di un bambino che e' cresciuto in un regime dittatoriale e severo, dove quasi tutto era proibito e questo bambino trovava sfogo ai sui sogni martoriati attraverso il grande schermo. Voglio parlarvi un po' meglio di Don Diego, che grazie a questo blog ha deciso di mettere la sua anima a nudo, perche' vuole che chi leggera',ed io lo spero tanto, possa capire come si viveva in Spagna nel periodo della guerra civile, di come con poco si poteva essere felici. La sua storia ha inizio da un padre comunista, che essendo contrario alle idee franchista dovette fuggire dalla Spagna, attraversando i Pirenei a piedi e raggiungendo, insieme a tanti altri spagnoli ribelli,la Francia, dove ci fu una vera e propria invasione. Li' l'uomo dopo un mese in un campo di concentramento riusci' ad arrivare in Germania, dove conobbe un'altra donna ed ebbe un figlio con lei. Egli abbandono' completamente la sua famiglia in Spagna, e mai mando' soldi per un aiuto, e Dona Dolores fu una vittima delle sue idee comunista, forse il suo unico errore fu quello di innamorarsi di un uomo sbagliato.
La povera donna rimasta sola con due figli piccoli, dovette far fronte alla miseria e ando' a vivere in casa di sua suocera, che in seguito fu arrestata insieme a suo figlio, zio Carmelo, che forse ricorderete perche' lavorava al Cinema Verdi, e al suo compagno. Dona Dolores ebbe la fortuna di trovare un ufficiale umano, che le risparmio' l'ulteriore vergogna della prigione, e che impietosito dalla donna e dai suoi due piccoli, decise di non denunciarla. Al tempo della guerra civile spagnola si ascoltava molto Radio Andorra, che trasmetteva i suoi programmi dalla parte francese dei Pirenei. Radio Andorra si seguiva clandestinamente, perche' se qualcuno del regime franchista avesse saputo si passavano guai. Anni dopo il papa' di Don Diego rientro' in Spagna da clandestino, perche' era ancora un ricercato, malato di tubercolosi, e nonostante sapesse della sua malattia, costrinse Dona Dolores a dormire con lui e ad avere rapporti intimi,al rifiuto della donna seguivano minacce e violenza fisica.
Quando l'uomo mori' oramai lei era stata contagiata della tubercolosi e dovette affrontare cure e la fortuna volle che una famiglia molto buona la aiuto' , ospitando per vari mesi Don Diego e sua sorella. L'unico ricordo del padre sono solo due cartoline, oramai sbiadite dal tempo.
Don Diego dice che non era una vita facile, che tantissime famiglie ebbero la sua medesima sorte. Oggi in Spagna non c'e' piu' il sistema dittatoriale di Francisco Franco, ma egli dice che il governo ha fatto ben poco per aiutare la gente che ha subito le violenze del regime. Molti diranno cosa c'entra tutto questo con un blog di cinema, e Don Diego aggiunge che grazie al cinema era un bambino un po' piu' allegro e che lo aiutava nei momenti depressi ad immaginare una vita migliore. Il cinema e' anche questo, o forse un tempo, quando si aveva poco e niente era una scatola dei sogni.
Qui finisce la prima parte di questo racconto, nella seconda parte parlero' di come Don Diego, negli anni della sua adolescenza, fu ossessionato dal cinema.
Prima parte.
Oggi voglio raccontarvi una storia che ha ben poco di Hollywood e del suo mondo dorato, la storia di un bambino che e' cresciuto in un regime dittatoriale e severo, dove quasi tutto era proibito e questo bambino trovava sfogo ai sui sogni martoriati attraverso il grande schermo. Voglio parlarvi un po' meglio di Don Diego, che grazie a questo blog ha deciso di mettere la sua anima a nudo, perche' vuole che chi leggera',ed io lo spero tanto, possa capire come si viveva in Spagna nel periodo della guerra civile, di come con poco si poteva essere felici. La sua storia ha inizio da un padre comunista, che essendo contrario alle idee franchista dovette fuggire dalla Spagna, attraversando i Pirenei a piedi e raggiungendo, insieme a tanti altri spagnoli ribelli,la Francia, dove ci fu una vera e propria invasione. Li' l'uomo dopo un mese in un campo di concentramento riusci' ad arrivare in Germania, dove conobbe un'altra donna ed ebbe un figlio con lei. Egli abbandono' completamente la sua famiglia in Spagna, e mai mando' soldi per un aiuto, e Dona Dolores fu una vittima delle sue idee comunista, forse il suo unico errore fu quello di innamorarsi di un uomo sbagliato.
| Dona Dolores da giovane. |
Quando l'uomo mori' oramai lei era stata contagiata della tubercolosi e dovette affrontare cure e la fortuna volle che una famiglia molto buona la aiuto' , ospitando per vari mesi Don Diego e sua sorella. L'unico ricordo del padre sono solo due cartoline, oramai sbiadite dal tempo.
| Dona Dolores a Londra negli anni settanta. |
Qui finisce la prima parte di questo racconto, nella seconda parte parlero' di come Don Diego, negli anni della sua adolescenza, fu ossessionato dal cinema.
giovedì 12 settembre 2013
Barbara Stanwyck
Barbara Stanwyck
Barbara Stanwyck e’stata un’altra delle attrici apprezzate da Don Diego e da sua madre Dona Dolores. Di solito quando si andava a vedere un film ,poi tutta la settimana in casa loro si parlava molto riguardo il film, su come fosse stata l’interpretazione di questa o di quella attrice. Dona Dolores lavorava quasi tutto il giorno, dalle dieci del mattino sino alle otto di sera, e a volte anche oltre le otto,e quando ritornava il figliolo le faceva trovare la tavola preparata, e si aspettava tutta la settimana per andare al cinema per vedere una nuova pellicola. A quei tempi non vi erano molti divertimenti, e andare al cinema era uno degli svaghi preferiti dalla gente. Riguardo Barbara Stanwyck ,Don Diego ci dice che fu una brava attrice, dove si fece apprezzare in ruoli drammatici, ma nonostante sia stata una delle grandi interpreti dell’eta’ d’oro di Hollywood, non ha mai ricevuto un Oscar, ricevendo solo quattro nominations. Misteri Hollywoodiani. A Dona Dolores piaceva particolarmente perche’ era molto umana quando recitava.
Fu sposata a Robert Taylor.
Suo partner in molti film fu George Brent, attore irlandese, che tra l’altro ha recitato anche con Bette Davis.
Tra i suoi film Don Diego ricorda:
“Stella Dallas” del 1937 , diretto da King Vidor.
“Ball of fire” diretto nel 1941 da Howard Hawks ,
accanto a Gary Cooper. Questo film e’ una specie di parodia di “Biancaneve e i sette nani”, solo che invece dei nani ci sono dei vecchi professori saggi. In questo film appare per le prime volte il Boogie Boogie, e in Spagna divenne particolarmente famoso questo ballo.
“Double indemnity”, film noir accanto a Fred
ManMurray per la regia di Billy Wilder (1944).
“My reputation” con George Brent e la regia di Curtis Bernhardt (1945).
“The two Mrs Carrolls” ,diretto nel 1947
da Peter Godfrey, con Humphrey Bogart.
“Sorry,wrong number”, affiancata da Burt Lancaster , per la regia di Anatole Litvak (1948).
“East side,West side” ,1949 e
diretto da Mervyn LeRoy. Con James Mason e Ava Gardner.
“Cattle Queen of Montana”, film
western con Ronald Reagan e la regia di Allan Dwan.
Nella seconda meta’ degli anni sessanta partecipo’ al telefilm “The big valley” dove vi erano due giovani future stars, Linda Evans e Lee Majors. In Italia e’ conosciuto come “La grande vallata”.
Barbara Stanwyck e’stata un’altra delle attrici apprezzate da Don Diego e da sua madre Dona Dolores. Di solito quando si andava a vedere un film ,poi tutta la settimana in casa loro si parlava molto riguardo il film, su come fosse stata l’interpretazione di questa o di quella attrice. Dona Dolores lavorava quasi tutto il giorno, dalle dieci del mattino sino alle otto di sera, e a volte anche oltre le otto,e quando ritornava il figliolo le faceva trovare la tavola preparata, e si aspettava tutta la settimana per andare al cinema per vedere una nuova pellicola. A quei tempi non vi erano molti divertimenti, e andare al cinema era uno degli svaghi preferiti dalla gente. Riguardo Barbara Stanwyck ,Don Diego ci dice che fu una brava attrice, dove si fece apprezzare in ruoli drammatici, ma nonostante sia stata una delle grandi interpreti dell’eta’ d’oro di Hollywood, non ha mai ricevuto un Oscar, ricevendo solo quattro nominations. Misteri Hollywoodiani. A Dona Dolores piaceva particolarmente perche’ era molto umana quando recitava.
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| Barbara Stanwyck e Robert Taylor |
Suo partner in molti film fu George Brent, attore irlandese, che tra l’altro ha recitato anche con Bette Davis.
Tra i suoi film Don Diego ricorda:
“Stella Dallas” del 1937 , diretto da King Vidor.
“Ball of fire” diretto nel 1941 da Howard Hawks ,
accanto a Gary Cooper. Questo film e’ una specie di parodia di “Biancaneve e i sette nani”, solo che invece dei nani ci sono dei vecchi professori saggi. In questo film appare per le prime volte il Boogie Boogie, e in Spagna divenne particolarmente famoso questo ballo.
“Double indemnity”, film noir accanto a Fred
ManMurray per la regia di Billy Wilder (1944).
“My reputation” con George Brent e la regia di Curtis Bernhardt (1945).
“The two Mrs Carrolls” ,diretto nel 1947
da Peter Godfrey, con Humphrey Bogart.
“Sorry,wrong number”, affiancata da Burt Lancaster , per la regia di Anatole Litvak (1948).
“East side,West side” ,1949 e
diretto da Mervyn LeRoy. Con James Mason e Ava Gardner.
“Cattle Queen of Montana”, film
western con Ronald Reagan e la regia di Allan Dwan.
Nella seconda meta’ degli anni sessanta partecipo’ al telefilm “The big valley” dove vi erano due giovani future stars, Linda Evans e Lee Majors. In Italia e’ conosciuto come “La grande vallata”.
lunedì 9 settembre 2013
Bette Davis : La preferita di Doña Dolores .
Bette Davis :
La preferita di Doña Dolores .
Questo e’ un racconto dedicato a due donne straordinarie,che in un certo modo
hanno incrociato i loro destini nel stesso periodo della loro vita,ma in due
modi differenti. La prima e’ stata una delle piu’ grandi attrici drammatiche che
Hollywood abbia avuto, e cioe’ Bette Davis,con una carriera costellata di
successi tra gli anni trenta e quaranta del novecento. L’altra donna della
nostra storia di oggi non e’ una attrice o una diva,ma una donna che ha dedicato
la sua esistenza alla famiglia,in un periodo buio per la Spagna,il periodo di
Francisco Franco, e cioe’ Doña Dolores, mamma del nostro Don Diego. Destini
incrociati perche’ l’unico diversivo per Doña Dolores era andare al cinema,col
piccolo Don Diego , e lei spesso si riconosceva nei ruoli che Bette Davis
interpretava sul grande schermo. Vogliamo immaginare Doña Dolores e il piccolo
Don Diego che dopo aver preparato due bocadillos si avviavano verso il cinema ,mano nella mano,per
vedere un nuovo film di Bette Davis,al Cinema Delicias di Barcellona,a pochi
isolati da casa loro, e magari , una volta iniziato il film,abbracciati o mangiando i bacadillos , erano rapiti dall’interpretazione
della Davis.
Qualche volta a loro si aggiungeva una cugina,Carmen, e il piccolo
Don Diego dopo che il film era finito,di solito dopo la mezzanotte,era
costretto ad accompagnare sua cugina a casa,che abitava in un palazzone al
quinto piano,e dovevano arrivare sopra al buio,perche’ non vi erano luci che
illuminavano le scale. Anni dopo, Doña Dolores incontrera’ Bette Davis in una
rappresentazione al London Palladium Theatre di Londra
, e tra nervosismo ed eccitazione
disse: Non ci credo di essere qui a vedere in persona Bette Davis,non capisco
cosa dice, ma e’ troppa la mia gioia di ascoltarla .
Di Bette Davis abbiamo detto che e’ stata un’attrice molto brillante,che
entrava nel ruolo in modo magistrale, ed aveva una grande espressivita'. Tra i suoi
successi ,visti al Cinema Delicias da Doña Dolores e Don Diego ricordiamo:
“The old maid” ,
del 1939 diretto da Edmund Goulding.
“Dark victory” ,sempre del 1939 e ancora sotto la regia di Edmund Goulding.
“All this,and heaven too” diretto
da Anatole Livak nel 1940.
“Now,voyager” , 1942 di Irving Rapper.
A "stolen life" diretto nel 1946 da Curtis Bernhardt.
Tra le frasi famose di Bette Davis entrate nella storia del cinema ricordiamo:
"What a dump",dal film "Beyond the forest" del 1949.
Altra famosa : "Fasten your seat belts is going to be a bumpy night", dal film "All about Eve" del 1950.
sabato 7 settembre 2013
Rita Hayworth
Margarita Carmen Cansino
Alias Rita Hayworth
Nata a Brooklyn (New York) nel 1918 , figlia di un ballerino e suonatore di
chitarra spagnolo , e’ stata sicuramente una delle attrici piu’ belle che
Hollywood abbia conosciuto negli anni quaranta . Dopo aver lavorato in alcuni
film da B movie con la 20th Century Fox ,
passa alla Columbia Pictures , ed e’ protagonista del film noir “ Gilda”,

Rita Hayworth e Glenn Ford.
diretto
da Charles Vidor nel 1946, affiancata da Glenn Ford. Di sicuro all’epoca
fu come un’onda travolgente , e la sua interpretazione resta nella storia del
cinema soprattutto per la sua sensualita’ e per i numeri musicali “ Amado mio” e “Put the blame on mame”
,
cantate nella realta’ dalla cantante americana Doris Fisher . Don Diego racconta
che all’epoca dell’uscita del film in Spagna ci fu un’enorme propaganda ,
nonostante fosse stato dichiarato come film scandaloso , per via della famosa
scena in cui lei riceve uno schiaffo da Glenn Ford , dopo aver cantato “Put the
blame on
mame”, e per un presunto spogliarello nel medesimo numero musicale .
La
pellicola , sempre in Spagna , causo’ molte controversie perche’ negli anni
quaranta era un paese fortemente cattolico-romano , e al pubblico fu destinata
una versione con una forte censura , che oggi definiremo ridicola , per colpa dell’ipocrisia
della Chiesa cattolica , che pero’ paradossalmente poteva vedere il film in
versione integrale . Ma nonostante le critiche e la censura , ebbe un
grande successo ,

Propaganda per "Gilda"
innanzitutto perche' la Hayworth era di origini spagnole , e
poi la sua sensualita’ attirava . Per Don Diego ci sono due momenti
memorabili in questo film , il primo quando quando lei appare per la
prima volta nel film e il marito le chiede : “Gilda are you decent ? “ , e lei
risponde: “Me?”,
e poi dopo aver visto Johnny Farrel (Glenn Ford) lei risponde:
“Sure , i’am decent”.
Seconda scena memorabile quando lei alle fine della canzone “Put the blame on
mame” dice : “ Am not very good at zippers”. Don Diego ci dice che la Hayworth era quasi una buona attrice oltre ad un’eccellente
ballerina , infatti Fred Astaire



Fred Astaire e Rita Hayworth
disse di lei , che insieme a Judy Garland erano le
due migliori ballerine con cui avesse mai ballato . Non era importante che tipo
di film fosse , si andava al cinema solo per vedere Rita Hayworth .
Altre ottime interpretazioni di Rita Hayworth sono:
“My Gal Sal” , del 1942 diretto da Irving
Cumming , musical della 20th Century
Fox , insieme a Victor Mature .
“Cover Girl” , musical accanto a Gene Kelly e diretto da Charles Vidor , e
primo musical in Technicolor della Columbia .
“Separade Tables”
del 1958 e diretto da Delbert Mann , con David Niven , Debora
Kerr , Burt Lancaster , da un romanzo di Terence Rattingan , conosciuto di persona da
Don Diego a Londra .
“Affair in Trinidad” film noir del 1952 , diretto da Vincent Sherman per la
Columbia Pictures , di nuovo in coppia con Glenn Ford .
Anche in questo film ci
sono ottimi numeri musicali .
Da ricordare anche la famosa danza dei sette veli in “Salome” (1953).
venerdì 6 settembre 2013
Maria Montez
Maria Montez

Maria Montez
La reina del Technicolor
Oggi parleremo di Maria Montez, la prima attrice preferita da Don Diego.
Attrice della Repubblica Dominicana ,di origini spagnole da parte del
parte,dotata di grande fascino e sensualita’, ebbe enorme successo a
Hollywood,negli anni quaranta,grazie a film girati con la Universal. Il suo
primo film a colori fu “That night a
Rio”,
del 1941 diretto da Irving Cummings,con Don Ameche,Alice Faye e Carmen
Miranda, per la 20th Century Fox ,in soli due minuti di apparizione al fianco di Don Ameche,risaltando i
suoi capelli rossi. Da questo momento fu conosciuta come la regina del
Technicolor.
Il primo ricordo che Don Diego ha di Maria Montez e’ il film “Arabian nights” ,del 1942,
accanto a Jon
Hall,suo partner in ben sei film, e il giovane Sabu. Don Diego lo vide alla sala
dove lavorava suo zio Carmelo, e di questo film ricorda in particolare la scena
della battaglia,dove c’e’ un primo piano di Maria Montez nei panni della
principessa Sherazade,
e lei col suo fascino e bellezza illuminava il grande
schermo. Don Diego dice che la Montez non fu una grande attrice,ma ha il merito
di aver creato uno stile e per molti era come una dream factory,cioe’ una
fabbrica dei sogni.Le sue erano pellicole dove il bene trionfava sempre,il
cattivo veniva sconfitto e la gente andava via dalla sala col sorriso sulle
labbra.In Spagna era il periodo della guerra civile,dove vi era a capo
Francisco Franco,dittatore per molti anni. Quindi andare al cinema,era come una
distrazione al regime duro e dittatoriale imposto dal Caudillo. Don Diego mi parlava
del periodo europeo della Montez,quando sposo’ il francese Jean-Pierre Aumont ,nel 1942, e per alcuni
contrasti con la Universal,lascio’ Hollywood per venire a vivere in Europa,dove
giro’ quattro pellicole. Questo di sicuro e’ il periodo peggiore per la
Montez,dove girava pellicole non adatte a lei. Don Diego di questo periodo
ricorda la pellicola “Portrait d’un assassin” ,1949,
del regista francese
Bernard-Roland , accanto a Erich von Stroheim, e dice che e’ di sicuro la
peggiore interpretazione di Maria Montez, anche perche’ il film fu girato in
bianco e nero, e il pubblico era abituato a vedere la Montez a colori. Nel tempo
lei e’ diventata un’icona gay e viene ricordata nel film americano del 1970
“The boys in the band” ,
dove uno dei protagonisti ,durante un party gay dice
di sentirsi come Maria Montez la regina del Technicolor.
Maria Montez muore per un attacco cardiaco nel 1951, a soli 39 anni,e venne ritrovata morta
annegata nella sua vasca da bagno. Per Don Diego questo fu un giorno triste,
perche’ finiva un’epoca e per lui la Montez era sto il suo primo amore, poi
venne Marilyn Monroe e per ultima ha amato Lady Diana. Oggi e’ sepolta nel
cimitero parigino Montparnasse.
Frasi famose che particolarmente ricorda Don Diego.
La prima e’ tratta dal film “Cobra woman” del 1944 con Jon Hall e Sabu , dove
lei in modo austero dice : King Cobra !
La seconda frase dal musical “Gipsy Wildcat”, sempre del 1944, e ancora a fianco
di Jon Hall in cui lei in modo allegro dice: Tonio, my music!

giovedì 5 settembre 2013
DON DIEGO.
Il primo post del blog e’ doveroso dedicarlo a Don Diego,colui che mi ha ispirato a crearlo.
Voglio parlarvi di lui e del suo approccio al mondo del cinema, facendocelo immaginare ragazzino e i suoi sentimenti ed emozioni verso un mondo dorato , quale scappatoia alla poverta’ del dopoguerra.
Don Diego nasce a Barcellona,nella zona del porto, da una famiglia di umili origini.I suoi primi contatti al mondo del cinema avvengono grazie a zio Carmelo,che lavorava presso il Cinema Verdi, in onore del grande musicista italiano Giuseppe Verdi, e ogni sera portava il pasto a suo zio, supplicando la nonna perche’ fosse lui a farlo. Arrivato da zio Carmelo il piccolo Don Diego chiedeva insistentemente di poter entrare per vedere il film , nonostante l'avesse visto gia' le sere precedenti,e zio Carmelo accontentava sempre il piccolo nipote. Egli una volta entrato nel cinema sognava con le grandi stelle di Hollywood, e a sua volta sperava di diventare un grande attore, ma tornato a casa,sua madre lo faceva tornare coi piedi per terra, dicendogli che doveva studiare piuttosto che pensare agli attori. Don Diego ci ricorda di suo cugino Manolo, che era innamorato di Deanna Durbin,star della Universal Picture degli anni trenta e quaranta, mentre lui della esotica Maria Montez,anche lei punta della Universal, e ogni volta litigavano su chi fosse la piu’ bella e la piu’ brava. Una volta cresciuto, e coi primi soldi guadagnati , frutto del suo lavoro, Don Diego il Sabato da solo andava al cinema, ed era rapito dai film di Jon Hall, partner in molti film di Maria Montez ,
e da Tyrone Power, consacrato al successo mondiale, grazie a film come “Sangue e arena”, e “La maschera di Zorro”.
Il primo film in assoluto che il piccolo Don Diego vide fu “North West Mounted Police” , del 1940. Primo film in Technicolor diretto da Cecil B. DeMille , con protagonista Gary Cooper ,Madeleine Carrol e Paulette Goddard, prodotto dalla Paramount Pictures.
Di questo film ricorda i colori molto forti. Del periodo adolescenziale Don Diego ricorda oggi con nostalgia le emozioni che trasmettevano i film di allora, di quando si entrava in una sala cinematografica e man mano le luci si facevano sempre piu' soffuse, poi di nuovo si accendevano mille luci colorate e tre sipari si aprivano ad agio. I primi due erano di stoffa pesante,mentre il terzo era di velo trasperente e lentamente scopriva il grande schermo,e la gente gridava per l’emozione, finche’ non apparivano i primi titoli e il silenzio regnava sovrano in sala. Poi quando finiva il film, c’era sempre una sorpresa, di solito era un cartoon di Donald Duck, Mickey Mouse o della sensuale Betty Boop, e la gente in sala esultava di nuovo di gioia per l’inaspettata sorpresa !
Ancora mi racconta che quando c’erano i grandi film, in sala regalavano delle piccole figurine sugli attori o sul film stesso, che dovevano essere collocate in un album. Quelle che non si riuscivano a trovare e le doppie si andavano a scambiare in un piccolo negozietto gestito da Donna Aurelia, un donna piccola e grassa, che guardava i piccoli attraverso i suoi occhialini. Donna Aurelia dava una figurina in cambio di due. Don Diego ricorda che si scambiavano anche a scuola ,con gli amici, un po’ come avviene ancora oggi.
Don Diego mi dice che oggi i film hanno perso il loro glamour e fascino, che purtroppo la Hollywood dorata di un tempo e’ finita e che non ritornara’ piu’.Gli da fastidio che ora quando si va a vedere un film in una sala cinematografica, non ci sono piu’ i titoli iniziali, con i nomi degli attori ,ma alla fine, e la gente non aspetta una volta finito il film.
Voglio parlarvi di lui e del suo approccio al mondo del cinema, facendocelo immaginare ragazzino e i suoi sentimenti ed emozioni verso un mondo dorato , quale scappatoia alla poverta’ del dopoguerra.
Don Diego nasce a Barcellona,nella zona del porto, da una famiglia di umili origini.I suoi primi contatti al mondo del cinema avvengono grazie a zio Carmelo,che lavorava presso il Cinema Verdi, in onore del grande musicista italiano Giuseppe Verdi, e ogni sera portava il pasto a suo zio, supplicando la nonna perche’ fosse lui a farlo. Arrivato da zio Carmelo il piccolo Don Diego chiedeva insistentemente di poter entrare per vedere il film , nonostante l'avesse visto gia' le sere precedenti,e zio Carmelo accontentava sempre il piccolo nipote. Egli una volta entrato nel cinema sognava con le grandi stelle di Hollywood, e a sua volta sperava di diventare un grande attore, ma tornato a casa,sua madre lo faceva tornare coi piedi per terra, dicendogli che doveva studiare piuttosto che pensare agli attori. Don Diego ci ricorda di suo cugino Manolo, che era innamorato di Deanna Durbin,star della Universal Picture degli anni trenta e quaranta, mentre lui della esotica Maria Montez,anche lei punta della Universal, e ogni volta litigavano su chi fosse la piu’ bella e la piu’ brava. Una volta cresciuto, e coi primi soldi guadagnati , frutto del suo lavoro, Don Diego il Sabato da solo andava al cinema, ed era rapito dai film di Jon Hall, partner in molti film di Maria Montez ,
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| Jon Hall e Maria Montez |
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| Tyrone Power |
Il primo film in assoluto che il piccolo Don Diego vide fu “North West Mounted Police” , del 1940. Primo film in Technicolor diretto da Cecil B. DeMille , con protagonista Gary Cooper ,Madeleine Carrol e Paulette Goddard, prodotto dalla Paramount Pictures.
Di questo film ricorda i colori molto forti. Del periodo adolescenziale Don Diego ricorda oggi con nostalgia le emozioni che trasmettevano i film di allora, di quando si entrava in una sala cinematografica e man mano le luci si facevano sempre piu' soffuse, poi di nuovo si accendevano mille luci colorate e tre sipari si aprivano ad agio. I primi due erano di stoffa pesante,mentre il terzo era di velo trasperente e lentamente scopriva il grande schermo,e la gente gridava per l’emozione, finche’ non apparivano i primi titoli e il silenzio regnava sovrano in sala. Poi quando finiva il film, c’era sempre una sorpresa, di solito era un cartoon di Donald Duck, Mickey Mouse o della sensuale Betty Boop, e la gente in sala esultava di nuovo di gioia per l’inaspettata sorpresa !
Ancora mi racconta che quando c’erano i grandi film, in sala regalavano delle piccole figurine sugli attori o sul film stesso, che dovevano essere collocate in un album. Quelle che non si riuscivano a trovare e le doppie si andavano a scambiare in un piccolo negozietto gestito da Donna Aurelia, un donna piccola e grassa, che guardava i piccoli attraverso i suoi occhialini. Donna Aurelia dava una figurina in cambio di due. Don Diego ricorda che si scambiavano anche a scuola ,con gli amici, un po’ come avviene ancora oggi.
Don Diego mi dice che oggi i film hanno perso il loro glamour e fascino, che purtroppo la Hollywood dorata di un tempo e’ finita e che non ritornara’ piu’.Gli da fastidio che ora quando si va a vedere un film in una sala cinematografica, non ci sono piu’ i titoli iniziali, con i nomi degli attori ,ma alla fine, e la gente non aspetta una volta finito il film.
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