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domenica 15 settembre 2013

Storia di regime e di cinema Seconda parte.

Storia di regime e di cinema
Seconda parte.


Riprende il seguito della storia del nostro Don Diego, e stavolta ve la racconto direttamente come se stesse lui parlando a voi.
A tredici anni ebbi il mio primo impiego , in una grande boutique di pelletteria per donna. Agli inizi degli anni Cinquanta in Spagna era proibito lavorare prima dei quindici anni, ma siccome la situazione economica in casa era molto critica, io e mia sorella,dovettimo per forza trovarci un lavoro, anche se mia madre non era d accordo che lavorassi, anzi avrebbe preferito che studiassi. Se qualche volta arrivava un ispettore del lavoro, mi facevano scendere nei depositi in un sotterraneo.La boutique si trovava sulla grande Avenida di Barcelona esattamente sulla Paseo de Gracia,
Paseo de Gracia , Barcelona.
si chiamava Dory,e il mio compito era quello di aprire la porta ai clienti e all'occorrenza portare i pacchi a casa. Avevo un'uniforme con tanti bottoni dorati, detta appunto botones, e un cappellino tondo in testa. Il lavoro era diviso in due parti della giornata, dalle nove del mattino fino alle tredici, poi dalle sedici alle venti, nello spacco pomeridiano ritornavo a casa per pranzare , e c'era un bambino che abitava vicino e ogni volta che mi vedeva arrivare chiamava mia madre, credendo che io fossi qualche ufficiale , per via dell' uniforme da lavoro. La sera dopo la chiusura della boutique ,  andavo per un'ora in una scuola serale , per imparare a scrivere e a leggere. La padrona era una donna molto elegante e bella, non era sposata, ma aveva una relazione con un uomo sposato facoltoso, che le aveva aperto la boutique. Una cosa che ricordo di lei che metteva soggezione e aveva sempre un vestito dall'ampia scollatura. Nella boutique lavoravano altri quattro ragazzi, un ragazzo e tre ragazze, che si chiamavano Maria Rosa, che era innamorata di Victor Mature, Delfina che era la piu' carina delle tre , e infine c'era Carmela, che era un po' puttana e aveva la passione per gli uomini.  Con affetto ricordo gli scherzi che le tre ragazze mi facevano, perche' ero un ragazzino molto timido , ma anche molto carino, con capelli biondi e occhi azzurri. Grazie al lavoro al centro di Barcelona ebbi la fortuna di conoscere tante sale cinematografiche che li vi erano, dove in anteprima proiettavano le pellicole,mentre dove abitavo in periferia arrivavano sempre tempo dopo. Quando mi commissionavano a portare qualche pacco a casa dei clienti ,  passavo dove vi erano le officine del cinema, e ogni volta entravo per chiedere qualche propaganda dei film in proiezione. Qualcuno mi accontentava, mentre altri mi cacciavano in malo modo . La United Artists era una piccola officina, e aveva la sede in un palazzo all'ultimo piano.  Ogni volta che andavo a chiedere qualcosa, il portiere
Retro di propaganda cinematografica spagnola fine anni quaranta.
mi cacciava via , ed io nascosto aspettavo che si allontanasse per poter entrare dentro . A fine giornata ritornavo a casa sempre con tante propagande cinematografiche, e al lavoro quando mi chiedevano il perche' avesse fatto tardi, io raccontavo che il tram aveva  ritardato o altre mille scuse. I clienti, quasi sempre mi davano delle piccole mance, ed io felice quando tornavo la sera a casa gliele facevo vedere alla  mamma,
Vecchie pesetas spagnole.
e lei diceva che quei soldi erano miei, perche' li avevo guadagnati onestamente, e la Domenica andavo a vedere un film. Zio Carmelo era separato da sua moglie , ed aveva un'amante che si chiamava Carmen. La Domenica si andava al cinema con lei, e Zio Carmelo mi diceva di vigilare su di lei, che nessun uomo si avvicinasse. Con Carmen ho visto per la prima volta "Casablanca", ma lei molte volte andava con qualche

altro uomo, poi con dei cioccolatini comprava il mio silenzio. Tornati a casa zio Carmelo mi domandava se qualcuno si fosse avvicinato a Carmen , io dicevo che tutto era andato bene, poco importava se lei tradisse mio zio,la cosa che mi interessava era solo vedere il film. Per quasi tre anni ho lavorato alla boutique Dory, e qui ho avuto le mie prime responsabilita', era un lavoro che in un certo senso mi appagava, perche' portavo dei soldi a casa e avevo mia piccola indipendenza economica, poi lavorando al centro ho avuto l'opportunita' di vedere le grandi sale cinematografiche, e le officine del cinema , che a suon di cartelloni di propaganda si facevano una sorta di guerra di pubblicita'. Tempi lontani che con nostalgia mi riportano alla mia adolescenza e che con piccole cose ero felice.

2 commenti:

  1. Proprio bella , continua? MT

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  2. Certo MT.. Don Diego ha tante cosa da raccontarci,sono felice , e anche lui lo sara', che la storia sia piaciuta... <3.. Grazie cara!!!

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