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venerdì 13 settembre 2013

Storia di regime e di cinema. Prima parte.

Storia di regime e di cinema.
Prima parte.

Oggi voglio raccontarvi una storia che ha ben poco di Hollywood e del suo mondo dorato, la storia di un bambino che e' cresciuto in un regime dittatoriale e severo, dove quasi tutto era proibito e questo bambino trovava sfogo ai sui sogni martoriati attraverso il grande schermo. Voglio parlarvi un po' meglio di Don Diego, che grazie a questo blog ha deciso di mettere la sua anima a nudo, perche' vuole che chi leggera',ed io lo spero tanto, possa capire come si viveva in Spagna nel periodo della guerra civile, di come con poco si poteva essere felici. La sua storia ha inizio da un padre comunista, che essendo contrario alle idee franchista dovette fuggire dalla Spagna, attraversando i Pirenei a piedi e raggiungendo, insieme a tanti altri spagnoli ribelli,la Francia, dove ci fu una vera e propria invasione. Li' l'uomo dopo un mese in un campo di concentramento riusci' ad arrivare in Germania, dove conobbe un'altra donna ed ebbe un figlio con lei. Egli abbandono' completamente la sua famiglia in Spagna, e mai mando' soldi per un aiuto, e Dona Dolores fu una vittima delle sue idee comunista, forse il suo unico errore fu quello di innamorarsi di un uomo sbagliato.
Dona Dolores da giovane.
La povera donna rimasta sola con due figli piccoli, dovette far fronte alla miseria e ando' a vivere in casa di sua suocera, che in seguito fu arrestata insieme a suo figlio, zio Carmelo, che forse ricorderete perche' lavorava al Cinema Verdi, e al suo compagno. Dona Dolores ebbe la fortuna di trovare un ufficiale umano, che le risparmio' l'ulteriore vergogna della prigione,  e che impietosito dalla donna e dai suoi due piccoli, decise di non denunciarla. Al tempo della guerra civile spagnola si ascoltava molto Radio Andorra, che trasmetteva i suoi programmi dalla parte francese dei Pirenei. Radio Andorra si seguiva clandestinamente, perche' se qualcuno del regime franchista avesse saputo si passavano guai. Anni dopo il papa' di Don Diego rientro' in Spagna da clandestino, perche' era ancora un ricercato, malato di tubercolosi, e nonostante sapesse della sua malattia, costrinse Dona Dolores a dormire con lui e ad avere rapporti intimi,al rifiuto della donna seguivano minacce e violenza fisica.
Quando l'uomo mori' oramai lei era stata contagiata della tubercolosi e dovette affrontare cure e la fortuna volle che una famiglia molto buona la aiuto' , ospitando per vari mesi Don Diego e sua sorella. L'unico ricordo del padre sono solo due cartoline, oramai sbiadite dal tempo.
Per gentile concessione di Don Diego
Dona Dolores a Londra negli anni settanta.
Don Diego dice che non era una vita facile, che tantissime famiglie ebbero la sua medesima sorte. Oggi in Spagna non c'e' piu' il sistema dittatoriale di Francisco Franco, ma egli dice che il governo ha fatto ben poco per aiutare la gente che ha subito le violenze del regime. Molti diranno cosa c'entra tutto questo con un blog di cinema, e Don Diego aggiunge che grazie al cinema era un bambino un po' piu' allegro e che lo aiutava nei momenti depressi ad immaginare una vita migliore. Il cinema e' anche questo, o forse un tempo, quando si aveva poco e niente era una scatola dei sogni.
Qui finisce la prima parte di questo racconto, nella seconda parte parlero' di come Don Diego, negli anni della sua adolescenza, fu ossessionato dal cinema.

2 commenti:

  1. Molto interessante come storia, ti viene la voglia di saperne di più e questo è significativo !! Io aspetto il resto,!! Complimenti FRancy <3 Mt

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